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Boston: trovare il passato dove non te lo aspetti

Il Fenway Park è lo stadio di baseball più antico ancora in attività. Lo Union Oyster House è il primo ristorante d’America. The Bell in Hand Tavern è in circolazione dal 1795. La linea verde della metropolitana è la più vecchia degli Stati Uniti. La prima scuola pubblica del paese fu fondata qui nel 1635. Paul Revere, eroe della Rivoluzione Americana, viveva in questa città, e la sua casa è la più antica d’America ad essere ancora in piedi. Le strade non sono enormi, hanno una carreggiata con due corsie. La pianta della città non è composta da linee perpendicolari e parallele, ma da strade che improvvisamente svoltano a nord dopo aver puntato verso ovest per 500 metri e da vicoli ciechi. La principale area di shopping del centro città non è all’interno di un ultramoderno grattacielo, ma in un edificio in mattoni rossi costruito nel 1740 che ha conosciuto un così grande attivismo politico nel corso degli anni da essere soprannominato “la culla della libertà”. Ci sono numerose aree pedonali e le persone a passeggio sono più numerose delle automobili. I marciapiedi non sono di grigio asfalto ma di un rosso tendente al marrone tipico di molte città del Vecchio Continente. Gli scintillanti grattacieli si riflettono sulle acque dell’Oceano Atlantico da un lato e del Charles River dall’altro, dando vita ai due differenti skyline di una città che dall’Europa rimane molto distante.

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La città di Boston appare molto diversa da ciò che ci si aspetterebbe da una metropoli del Nord America. È difficile trovare una città come questa, negli Stati Uniti, dove il progresso avanza inesorabile lasciandosi la storia alle spalle, dove ciò che antico è considerato vecchio, fuori moda, non degno di continuare ad esistere. E quindi ecco che il vecchio viene buttato giù per lasciare spazio al nuovo, ed edifici storici vengono sostituiti da giganti di vetro ed acciaio. Poco rimane così, della storia, e siti di poche decine di anni fa diventano patrimonio storico nazionale. Ciò non si può dire di Boston, città che ha fatto della storia e della cultura i suoi punti di forza. Nella capitale del Massachusetts ciò che viene definito storico lo è realmente, e i suoi vicoli acciottolati ricolmi di edifici di mattoni rossi fanno respirare un’aria antica, rimandando all’origine di una nazione che pare che di questa origine voglia liberarsi.

La storia di Boston è la storia degli Stati Uniti d’America e di quella Rivoluzione che ha dato vita alla nazione più potente del mondo. Ripercorrere e rivivere la storia rivoluzionaria di questa città è molto semplice, grazie ad un’espediente tanto utile quanto efficace. Un percorso di circa quattro chilometri attraversa la città, conducendo dal Boston Common, il parco cittadino (ancora una volta, il più vecchio d’America) al Bunker Hill Monument, eretto in memoria di una delle battaglie cruciali della Rivoluzione. Per seguire il Freedom Trail – questo il nome del percorso – è sufficiente trovare la linea di mattoncini rossi che vi porterà alla scoperta dei principali siti di interesse storico, passando per la cupola dorata della Massachusetts State House, sede del governo dello stato, la Old State House, dal cui balcone venne per la prima volta letta la Dichiarazione di Indipendenza, il Granary Burying Ground, dove sono sepolti alcuni degli eroi rivoluzionari, e la nave militare USS Constitution, solo per citarne alcuni.

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Percorrere il Freedom Trail è probabilmente il modo migliore per visitare la città non perdendosi nulla e immergendovisi a pieno, osservando allo stesso tempo la quotidianità degli uomini e delle donne che in quel posto hanno la propria vita. Infatti gli edifici che le mappe e gli opuscoli etichettano come “punti di interesse” sono molti, ma non necessariamente sono i più interessanti. Se la linea di mattoncini rossi è un promemoria infallibile su quale sia la strada giusta da seguire, le deviazioni dal percorso principale sono altrettanto raccomandate, in quanto permettono di scoprire angoli della città che altrimenti sarebbero lasciati in una perenne solitudine. È solo una deviazione che permette ad esempio di conoscere ed osservare il lungo lavoro di Peter Baldassari, che dalla più tenera età colleziona immagini di santi e le esibisce nel vicolo all’entrata di casa sua, avendo dato vita a quella che è oramai conosciuta come All Saints Way.

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Il suo essere immersa in un passato che sta scomparendo non ha comunque impedito a questa città di prendere parte al progresso. I grattacieli non mancano, a Boston. Al contrario, la sua posizione geografica fa sì che questa città abbia uno skyline da mozzare il fiato, che lo si osservi dall’Oceano Atlantico o dal Charles river. I giganti di vetro non hanno preso il posto dei loro modesti fratelli in mattoni, ma vi sono sorti intorno, quasi a fungere da guardiani e protettori di quel barlume di passato che è necessario rimanga in vita. Questo dà vita ad un miscuglio eccezionale di antico e moderno, dando alla città un’eterogeneità così marcata da risultare omogenea. A Boston è assolutamente normale accedere da una casa che si trova lì da vari secoli alla metropolitana, come se quest’ultima fosse sempre stata lì.

I diversi elementi convivono in una pace perpetua, l’antico accetta il sorgere del nuovo a patto che questo non interferisca. I grattacieli osservano dall’alto, spiccano, sono facilmente riconoscibili, ma sono consapevoli di restare in secondo piano, e non si lamentano. Perché non importa quanto vicine al cielo siano le costruzioni più moderne, il nucleo di Boston e degli Stati Uniti rimarrà sempre ancorato a terra, sorretto da quegli edifici genitori e figli della Rivoluzione Americana.

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