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Berlino: esplorando una storia di contrasti con Fat Tire Tours

Era il 12 agosto 1961. Un giorno come tanti. Dopo una dura giornata di lavoro, i due giovani erano usciti insieme, come facevano spesso. Avevano passato una serata romantica, passeggiando sulla riva del fiume e guardando le stelle tenendosi per mano. Erano ancora giovani, ma erano innamorati. Da quasi un anno si frequentavano regolarmente, e amavano camminare per le strade della città in cui erano nati.

Si davano appuntamento sempre nello stesso posto, un punto a metà tra i luoghi in cui abitavano, e passeggiavano per ore parlando tra loro e sognando un futuro insieme. Alla fine della serata, quando la notte era di un buio pesto e le strade si facevano deserte, era ora di tornare a casa. Dopo un abbraccio che durava un’eternità, i due andavano per la propria strada, lui ad ovest e lei ad est di una linea immaginaria che di una città ne faceva due.

Ogni notte si addormentavano con un sorriso, ansiosi per il prossimo appuntamento, e pensando incessantemente al momento in cui avrebbero potuto abitare insieme nella stessa casa.

Era il 13 agosto 1961. I due giovani si svegliarono più tardi del solito, quel giorno. Era una domenica, ed entrambi erano liberi. Quello era l’unico giorno della settimana in cui avevano la possibilità di stare insieme da mattina a sera. Usciti di casa si resero però conto che qualcosa era diverso dal solito, quella mattina. C’era grande confusione per le strade, una miriade di persone con lo sguardo confuso ed incredulo. Metri di filo spinato correvano lungo quella linea immaginaria che ogni sera i due scavalcavano.

In una notte la linea era diventata reale. Una città era veramente divenuta due. Berlino era stata divisa a metà. La vita di molti non sarebbe mai più stata la stessa.

La storia dei due ragazzi rappresenta solo una possibilità, un esempio di ciò che quella notte ha causato. Famiglie sono state divise per sempre, rapporti sono stati spezzati in quel giorno in cui passare da est a ovest è divenuto pressoché impossibile.

Il suo passato tormentato ha reso Berlino una città piena di contrasti, le cui ferite non si sono ancora pienamente rimarginate. La capitale tedesca è una città europea differente. È una metropoli multietnica ed internazionale, è allo stesso tempo la capitale più europea e meno europea di tutte. È un’Europa al passo con i tempi, ma un passo avanti al resto. Se cercate l’Europa da cartolina, quella dei vicoli di mattoncini e dei palazzi antichi, Berlino non è il luogo che fa per voi.

Questi pensieri, insieme a numerosi altri, affollavano la mia mente mentre in sella ad una bicicletta azzurra osservavo le strade della città. Avevo deciso di prendere parte al tour “Berlin Wall & Cold War Tour” con Fat Tire Tours, per saperne di più su un passato vicinissimo a noi ma di cui non si parla mai abbastanza, e che sembra dimenticato.

“La divisione è ancora presente, molte delle persone che oggi vivono a Berlino sono nate quando la città era divisa. Per certi aspetti la mentalità è ancora piuttosto differente tra gli abitanti dell’est e quelli dell’ovest”. Questa la risposta che la nostra guida si trovava a dover ripetere più spesso. Risulta quasi impossibile, per chi non l’ha vissuta, concepire una divisione del genere. D’altronde al giorno d’oggi la città sembra più unita che mai, nonostante la sua notevole diversità.

Diversità che salta all’occhio nel momento stesso in cui abbiamo raggiunto il punto di ritrovo con la nostra guida. La sede di Fat Tire Tours Berlin è situata alla base dell’edificio probabilmente più riconoscibile di Berlino, vale a dire la sua torre televisiva, il Fernsehturm. Costruita successivamente al muro, così da poter essere vista da ogni parte della città, con i suoi 368 metri la torre svetta luccicante alla luce del sole, riflettendo sui cancelli di ferro battuto dell’antica Marienkirche, testimone di un passato precedente alla divisione.

Pedalando lungo Karl Marx Allee, la principale arteria di Berlino Est, ci si sente ancora di più catapultati in una diversa realtà. Svoltato l’angolo di Alexanderplatz, sede della torre televisiva, e lasciatosi alle spalle l’imponente Park Inn Hotel, costruito per ospitare turisti provenienti dalla parte occidentale della città, si accede infatti ad una città differente. Creata ispirandosi a Mosca, e riempita con edifici costruiti seguendo uno stile architettonico tipico dei paesi socialisti, la strada sembra non fare parte della città da cui eravamo partiti.

Lì dove un busto del filosofo Karl Marx guardava con fierezza chiunque gli passasse davanti, ed edifici grigi i cui appartamenti appartenevano a coloro abbastanza fortunati da vincerne uno alla lotteria, ci si sentiva completamente catapultati in un luogo diverso. Non mi sarei stupito nello scoprire che un agente della Stasi, la polizia segreta della Germania Est, stesse controllando ogni mia mossa.

Un senso ancora maggiore di smarrimento e confusione l’ho provato una volta arrivato a Treptower Park. Dopo aver pedalato lungo chilometri di piacevoli viali alberati, un arco di pietra contrassegnava l’ingresso al parco. Il sentiero sterrato ben presto si fece lastricato, e numerosi cipressi disposti ordinatamente ai lati del percorso conducevano ad una statua di una donna in lacrime. “È la Madre Russia che piange per i suoi figli caduti”.

A Treptower Park si trova il più grande memoriale sovietico ai caduti  al di fuori della Russia. Seguendo lo sguardo della Madre Russia si viene accompagnati all’ingresso vero e proprio del memoriale. Due statue raffiguranti due diverse generazioni di soldati, con lo sguardo chino, poggiano su altrettanti blocchi di pietra levigata, una falce ed un martello ben visibili su di essi. All’altra estremità, con giardini curati a dividerla dal resto, si erge un’enorme statua di un soldato che, con una bambina in una mano e una spada nell’altra, calpesta una svastica, frantumandola.

Il contrasto salta agli occhi nel momento stesso in cui si mette piede a Berlino. È ancora più evidente se si osserva la città dalla cima del Reichstag, la sede del parlamento tedesco. Da lì il puzzle che compone questa città appare nella sua totalità, e ci si chiede come possano elementi così diversi coesistere in questo modo. È però solo quando si osservano luoghi come il Treptower Park che ci rende veramente conto di come Berlino, piuttosto che una città divisa in due, fosse invece due città all’interno di una. L’aiuto di Fat Tire Tours si è rivelato molto utile nell’esplorare questi angoli nascosti.

Nulla però esprime il contrasto di Berlino come l’artefice fisico della sua divisione. Di quello che un tempo divideva la capitale tedesca in due parti ora rimangono solo dei frammenti, o delle strisce sul terreno dove si trovava. La prima volta che ho visto il muro di Berlino mi trovavo a Potsdamer Platz, maggior segno dello sviluppo urbanistico conosciuto dalla città in seguito alla riunificazione, costruito dove sorgeva la terra di nessuno che divideva i due lati della città.

Qui un piccolo frammento, completamente ricoperto dal disegno di un segno della pace, osservava la folla. Solo quando mi sono avvicinato, e sono stato completamente sovrastato dalla sua presenza, mi sono reso conto di quanto fosse alto e imponente.

La sezione più grande del muro di Berlino ancora in piedi si trova nella East Side Gallery, dove artisti provenienti da ogni parte del globo hanno trasformato il simbolo della Guerra Fredda in un monumento alla pace. Insieme a Treptower Park questa ha rappresentato il momento più saliente del nostro tour. Per più di un chilometro il muro è ricoperto da disegni ispirati al tema della pace o alla caduta del muro stesso. Un segno di oppressione è divenuto un simbolo di libertà, ma allo stesso tempo rende chi lo visita pienamente consapevole dell’imponenza del muro, e di quanto impotenti ci si senta di fronte ad esso.

Con tutta la sua diversità e particolarità, la città di Berlino rappresenta certamente una meta imprescindibile per chiunque. L’aspetto più interessante di una visita nella capitale tedesca resta certamente la ricerca di ciò che rimane del suo passato, e un tentativo di comprenderlo. Fat Tire fornisce un aiuto molto interessante in questo tentativo. L’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto rende la visita ancora più piacevole, permettendo di conoscere aspetti della capitale tedesca che altrimenti rimarrebbero inesplorati, e godendosi appieno la città. Le guide sono molto esperte sull’argomento, e in grado di rispondere a qualsiasi domanda.

Fat Tire Tours Berlin organizza escursioni in bicicletta o in segway di Berlino e dei suoi dintorni. Sono disponibili tour delle attrazioni principali, o che si concentrano su un tema in particolare legato alla città, come nel caso di quello a cui ho preso parte.

Scopritene di più su https://www.fattiretours.com/berlin

 

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