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Croazia: l'inizio della nostra avventura

La sveglia suonò prima che il sole sorgesse. Avevamo passato la notte dormendo in un letto a castello, il primo di una lunga serie. Il materasso era sorprendentemente comodo, anche se la cabina era molto piccola e rumorosa.

Le oscillazioni della nave sul pelo dell’acqua certamente conciliavano il sonno, e la rilassatezza delle nostre menti aveva fatto il resto. Quella notte avevamo dormito benissimo. Eravamo sul traghetto che ci ha portato in Croazia, era l’inizio della nostra avventura.

Appena svegli siamo saliti sul ponte, il sole cominciava a intravedersi in lontananza dietro le coste croate. Gli bastò solo qualche minuto per trasformarsi in una palla di fuoco le cui fiamme riflettevano sull’acqua quasi a tagliarla in due.

Non poteva iniziare in modo migliore. Era un’alba bellissima, l’alba di un nuovo giorno.

Arrivammo a Spalato intorno alle 7 di mattina, quando il sole aveva appena iniziato ad illuminare i tetti delle case. La città si stava lentamente svegliando, e i rumori della vita quotidiana andavano accompagnandosi alle grida dei gabbiani.

Alcune automobili trovavano il loro posto nelle strade, le saracinesche dei negozi venivano aperte, e il mercato in riva al mare cominciava a fremere di attività. Accanto al nostro ostello, lo stretto vicolo con case di mattoni grezzi veniva abbellito dal lavoro di un fioraio che esponeva diligentemente la sua merce.

alley split

Non c’è sentimento più bello dell’eccitazione che si prova all’inizio di un nuovo viaggio. Fu questo a controllare i nostri corpi e le nostre menti quel giorno. Il tempo di fare il check-in e sistemare spartanamente le nostre cose nella stanza, e ci lanciammo alla scoperta della città.

Costruita su una piccola penisola sull’Adriatico, Spalato esisteva già in tempi molto antichi, e rivestiva una certa importanza in epoca romana. Fu proprio un imperatore romano a dare alla città il suo principale luogo di interesse, il Palazzo di Diocleziano.

diocletian palace

Circondato da mura e con un ingresso in ognuno dei quattro punti cardinali, il palazzo è il cuore pulsante di Spalato. Non si tratta infatti di un edificio nel senso stretto del termine, ma piuttosto di una città all’interno della città, in cui la vita si svolge vivace.

Fatto costruire dall’imperatore utilizzando materiali provenienti da tutto l’impero, incluse delle sfingi dall’Egitto, e poi continuamente modificato a partire dal Medioevo, il palazzo si è trasformato in un groviglio di vicoli in cui è molto facile perdersi, e dove vivono circa 3000 persone.

Camminare al suo interno è una continua sorpresa, in quanto i vicoli sono talmente aggrovigliati da creare quasi delle illusioni ottiche. Così, dove pare che la strada sia interrotta c’è invece una svolta, mentre quando si cammina sicuri è facile trovarsi contro un muro.

Elementi provenienti da diverse epoche della storia affollano le strade, ed è possibile che ci si sieda su una colonna romana senza neanche rendersene conto. Allo stesso tempo quello è il luogo dove molte persone vivono tutti i giorni. Un bambino gioca per strada, un uomo osserva la scena dalla finestra, una signora dà da mangiare al suo gatto.

Gran parte del tempo passato a Spalato viene generalmente speso all’interno del Palazzo o nei suoi immediati dintorni che costituiscono il centro storico della città. Perdersi per quelle strade è qualcosa di estremamente piacevole.

Ma Spalato non finisce qui. Basta infatti solo seguire il lungomare per qualche minuto in una direzione o nell’altra, per raggiungere luoghi altrettanto interessanti. Da un lato infatti la città si trasforma in un enorme parco naturale, dove, immersi nella natura, è possibile salire su una collina e godere di splendide viste dell’area circostante.

Camminando verso est si comprende invece il perché la Croazia sia una meta tanto ambita in estate. Nell’area di Bačvice, sede dell’omonima spiaggia, il mare cambia colore. Dal blu intenso che ci aveva accompagnato lungo la nostra traversata in traghetto, diventa qui di un turchese trasparente, che lascia chiaramente vedere i sassi e le alghe presenti sul fondale.

Anche la temperatura è stata dalla nostra parte, permettendoci di godere appieno del momento, e di passare una mattinata in spiaggia con conseguente bagno in un mare ancora freddissimo. La nostra esperienza a Spalato si è conclusa così nel migliore dei modi.

La mattina seguente ci siamo svegliati di buon’ora per raggiungere la stazione degli autobus cittadina. Più che una vera e propria stazione, quella di Spalato è piuttosto una biglietteria di fronte a dei parcheggi, dove numerosi autobus colorati conducono i passeggeri in diverse zone della Croazia e dell’Europa.

Trovammo il nostro già pronto alla partenza e, dopo che aver pagato l’equivalente di un euro ad un inserviente per depositare il nostro zaino nel vano bagagli (non siamo sicuri se la procedura sia riservata a tutti o solo ai turisti), partimmo puntuali verso la capitale Zagabria.

Le cinque ore trascorse in autobus sono state sufficienti a portarci ad un mondo di distanza. Le due città non potrebbero essere più diverse tra loro. Una è sul mare e l’altra nell’entroterra, Spalato ha molte delle caratteristiche che ci si aspetta da una città balcanica, mentre Zagabria è a tutti gli effetti una città dell’Europa Centrale.

Passare da Spalato a Zagabria è come passare dalla cameretta in cui sei cresciuto e dove giochi con gli amici, alla sala da pranzo apparecchiata per una raffinata cena d’affari. Zagabria non è ciò che ci viene in mente quando pensiamo alla Croazia, è piuttosto un ottimo punto di passaggio per prepararsi a ciò che vi aspetta più a nord.

Il centro storico ha infatti una classica conformazione europea, con le strade di ciottoli che si diramano a partire dalla piazza centrale in cui si erge orgogliosa la statua dell’eroe nazionale croato. La zona è piuttosto curata e rappresenta una piacevole destinazione per passeggiare.

Alle spalle della piazza trova posto la cattedrale cittadina, la cui facciata è stata purtroppo distrutta da un forte terremoto nel 1880, per essere ricostruita nel XX secolo. I lavori vanno avanti da allora, e le impalcature sono diventate un elemento stesso della facciata.

Nella parte alta della città vecchia, raggiungibile a piedi o con una funicolare, si trova l’edificio più noto di Zagabria, la Chiesa di San Marco, che domina la piazza omonima col suo tetto a tegole colorate, raffigurante gli emblemi della Croazia e di Zagabria.

Molto interessante è la Porta di Pietra (Kamenita Vrata), uno degli originali portali d’ingresso alla città medievale. Secondo la leggenda un incendio distrusse la porta nel 1731, lasciando in vita solamente una raffigurazione della Madonna e di Gesù Bambino. Da allora si crede che l’immagine abbia dei poteri, e quotidianamente il luogo è affollato da visitatori e credenti che recitano le loro preghiere accendendo un cero.

I nostri giorni in Croazia ci hanno dato solo un assaggio di quello che questa nazione così vicina a noi ha da offrire, ma sono stati molto utili per comprendere i diversi aspetti del paese. Di sicuro per noi hanno rappresentato il perfetto inizio del nostro giro del mondo.

 

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